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|Adopt a Fake|

 

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30/03/2004
 L'uomo dei mie...

 L'uomo dei miei sogni?

Difficile pensare con realismo a un Ammiratore Segreto, non fantasticarci su, sbagliando.  


Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 23:45 | link | commenti (3) |

25/03/2004
 Avanzi La mia...

 Avanzi

La mia promessa è immobile, è inesaudita. Il suo senso eroso, levato via per sottrazione meccanica, come materia qualsiasi. Sparse le tracce di tutto, tessuti morti raschiati via senza dolore e portati lontano in polvere, dati a respirare a cani e porci assieme all’aria, inodori.
La mia promessa bellissima è risparmiata dalla strage delle sue ragioni, inchiodata al sicuro nell’insospettabile epicentro della loro scomparsa. La mia promessa è assoluta, levigata a dovere, vuota di memoria e di dramma, nel presente lungo e solitario dei sopravvissuti.


Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 01:23 | link | commenti (6) |

21/03/2004
Cose stupide di mod...

Cose stupide di moda 2/n

Qualcuno avrà già notato uno dei molti vezzi in voga fra i BSDMers freschi freschi di Coming Out, e cioè l'abitudine di dire sempre "il [mio] Master", "la mia slave", "la mia Top", "il mio sub", etc. per definire compagni, fidanzati, amanti e più in generale i fortunati con cui condividono un'esperienza di tipo romantico/erotico che non si esaurisce nel simpatico ma circoscritto contesto della sessione, un'esperienza dunque che lievemente serpeggia lungo le chiappe sculacciate e che però poi si srotola anche sul desco serale, presenziando al commento del tg e alla successiva visione in coppia di un film di Ingmar Bergman oppure - e indifferentemente- del Festival di Sanremo [che tutto ciò sia detto 24/7?]. Questa superflua ma costante specifica del ruolo sessuale anche quando il discorso e l'ambito non la richiederebbero denuncia la proccupazione smodata di costituire per sè e per la relazione un'identità uniforme e coerente, a partire da pelle nera e gergalità acquisite su un libro della Sellers e doviziosamente praticate in acronimi da addetti ai lavori sulle sulle piazze telematiche perv.

Io questa cosa non la capisco [che tale ottuistà sia detta Vanilla?].

Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 19:01 | link | commenti (10) |

20/03/2004
 "... Chi può a...

 "... Chi può aver fatto questo?"
"Un maniaco omicida."
[Blood Feast, 1963]

Io lo so che vuoi girarmi attorno. Tu sei così distratto, e io ho un senso infallibile in certe cose. Vuoi passarmi davanti, come un maleducato al cinema.

Inferiore. Impotente.

Ti metti fra me e la neve, davanti a lei. Rompi la linea scelta del mio orizzonte candido e la sua purezza scarna con il tuo corpo adiposo ma domestico, identico, ugualmente formato di vita apparente e di arti ordinatamente montati, in verità, civilmente regolati. Sei solo carne e disciplina, solo carne e legge, e io non sopporto che la mia attenzione venga reclamata [in modo pigro].

Sinceramente, levati da lì.
Non vedi che sto osservando un punto candido, un confine piatto e immateriale? Che sto ascoltando in silenzio questo eccesso di bianco, la sua apologia dell’assenza?

Come puoi essere così goffo. Noioso. Storpio.

Non competere con le macchine da scrivere e da cucire, i panorami, le pietre dure, le cose utili, le piogge e i monsoni, i motori, le piante sempreverdi, le sigarette e le parrucche, i precipizi e le medicine, i detersivi e le copertine, i televisori. Non competere con gli interruttori e i bottoni - presenze magiche e miracoli, quelli sì, impenetrabili anelli di congiunzione fra le cause e gli effetti. Non competere con la neve giocando sporco sulle posizioni e le prospettive: è come barare con i pistoleri e finire sgraziatamente coperti di piume e pece, doversene andare a piedi e di corsa, derisi dai vecchi becchini del far west.

Guarda che tu tremi e ti tradisci e [a differenza di altri cosmetici] non hai funzione. Non hai ragioni autentiche per parlare o scrivere [il tuo nickname sulla gioconda, anagrammi d’amore sui codici in onciale], da ingrato e incapace che sei non sopporti nulla e inquini [il mio orizzonte non è la tua fogna: su questo farò puntigli, sarò polemica e instancabile, vedrai, a incrudelire sui dettagli].

Come puoi ingombrare tanto senza nessun imbarazzo, non so. Come riesci a piantarti lì e restarci, senza permesso, senza avere vergogna di intenzioni tanto futili, non so. Dare un tale fastidio, per così poco.






Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 19:57 | link | commenti |

17/03/2004
Sto tizio qui, il cu...

Sto tizio qui, il cui link è stato generosamente postato su venus mi garantisce :

" I do not know how you feel about it, but you were male in your last earthly incarnation.
You were born somewhere around territory of modern Poland approximately on 725
.
Your profession was digger, undertaker
. "

Ecco. Questo spiegherebbe molte cose.



Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 19:59 | link | commenti (3) |

La regola della Rep...

La regola della Repulsione

Conosco le mie repulsioni. Ne conosco le origini, le deviazioni, i decorsi. So tutto sulla loro spietatezza e sull’efficienza con cui provvedono a me. Nelle mie repulsioni è contenuta una saggezza anteriore e completa [il fatto istintivo che ci scaccia dai veleni già vomitati], appena complicata dalla consapevolezza affilata di come sia impossibile rinnegarsi, cancellarsi dalle memorie e dai libri, dimenticare le cose.

Non ho mai trovato gli EC Comics effettivamente trasgressivi, è anche per questa ragione che considero il caso Wertham uno dei più illuminanti esempi sull'imbecillità della censura. Quando ho letto davvero quei fumetti, dopo averne lungamente sentito parlare, ho scoperto con sorpresa che non propongono nessuna morale alternativa. I terribilissimi racconti della cripta hanno i connotati puntuali della fiaba pedagogica, che da che mondo e mondo contiene e strumentalizza l'elemento spaventoso e quello grottesco. La loro carica eversiva è limitata ad un'infrazione formale, pure necessaria e coraggiosa, ma la Morale della Favola è quella comunemente indicata come funzionale all’allevamento di ragazzi-come-si-deve: l'ingiustizia, l'ipocrisia e la slealtà non pagano, perciò bambini siate bravi e fatevi valere senza barare.

Senza barare.

Un tipico plot da EC è questo: un individuo -spesso di indole neppure malvagia- tenta di ribellarsi a quello che si direbbe il suo destino. Per farlo tuttavia deve abbandonare certi scrupoli, ricorrere ad un comportamento o a uno strumento amorale, o più semplicemente a una scorciatoia percepita come occasionale, isolata e dopotutto a fin di bene. Portata avanti attraverso un compromesso con l'errore, la mutazione fatale avverrà effettivamente ma non come l'aveva immaginata: sarà una specie di contrappasso tragicomico e il protagonista si ritroverà dentro un incubo peggiore di quello da cui intendeva fuggire ma in qualche modo analogo.

Non so aggirare l’avvertimento della repulsione [è un avvertimento morale] per seguire un desiderio viscerale e sepolto, chiudere le narici al suo fetore di sbaglio. In questo senso io sono una moralista, dura e pura, come se mi avesse allevata William Gaines.

Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 18:30 | link | commenti (3) |

09/03/2004
Insospettato Io ho...

Insospettato

Io ho uno strano hobby: leggo il sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema, l'ultimo atollo incantato in cui si può ancora sentir risuonare, con le sue incantevoli ruvidezze consonantiche e il giusto sdegno nella pronuncia, il felice aggettivo "scabroso" applicato a un film.

Martha - R. Fassbinder: Inaccettabile/Negativo
Fratelli -A.Ferrara: Inaccettabile/Ambiguo
A Snake of June - S.Tsukamoto: Inaccettabile/Negativo

M.Butterfly - D. Cronenberg: Inaccettabile/Malsano
Society - B.Yuzna:Inaccettabile/Repellente

Questo per dare un'idea, o meglio per confermare l'idea che comunemente ci si attende di vedersi crollare addosso da siffatto pulpito [ah, com'è confortante, talvolta, il preconcetto].

Eppure ho scoperto - e questa è una Signora Dritta per eventuali futuri editori del Lucio nazionale in VHS o DVD - che dalle recensioni dell'ACEC è possibile estrarre la più perfetta retrocopertina che si possa sognare per un cofanetto de luxe di Un Gatto nel Cervello.

Cito testualmente:

"qui l'horror non ricorre nemmeno a quel filino di umor nero che, sia pure rare volte, lo giustifica agli occhi degli eventuali amatori. Il campionario di ciò che si vede è scontato, ma sempre ripugnante rimane: sangue a litri (la consueta salsa di pomodoro), chili di frattaglie umane, una dozzina almeno di corpi decapitati (con al seguito occhi sgusciati, bave, filamenti e cartilagini varie), reperti e lacerti di bassa macelleria, indi fruste, asce, uncini, accette e rasoi minacciosi. Fulci crede di vedere (a tratti si copre pudicamente gli occhi), immagine e rigurgita, senza pausa e senza rimedio, gli spezzoni mai digeriti dei propri film per riprendere infine a filmare lungo il filone mostruoso che tanto lo attira. Alla gradevole impresa contemplata da "Un gatto nel cervello" ha atteso il vero Lucio Fulci, sia come regista, che come sceneggiatore e attore, per un prodotto in cui deliri scatenati, massacri e aberrazioni fanno a rincorrersi, sciorinando compiaciute truculenze"

Viene voglia di comprarlo subito o no?

Ah, dimenticavo: il giudizio definitivo è Inaccettabile/Delirante, che sarebbe una ciliegina assai appetitosa come sottotitolo di una nuova versione restaurata, magari appena sotto una bella stringa che giura in impact: UNCUT!





Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 00:50 | link | commenti (5) |

07/03/2004
Io aborro i prequel....

Io aborro i prequel... Tutte le forme di spiegazione di qualcosa che non era che ombra sono deludenti, imitazioni del sapore antiquario e rispettoso che dovrebbero avere. Sperflue e demitizzanti come troppa luce in una chiesa, sempre. Ma in Hellraiser 4 questo è particolarmente grave, perchè discende da un film che non ha mai avuto la mediocrità, l'umana preoccupazione, di risolvere le sue tante lacune sospensioni e promesse inesaudite.

Poi perchè Pinhead dovrebbe essere una specie di deprimente De Sade anoressico?

E cosa c'entrano il piacere e il dolore con una dinastia, con una famiglia maledetta? Sono di tutti, non di un lignaggio eletto.

La scatola è di chi la cerca e la trova, non di chi la inventa.

Sono triste se penso che è mattina.

Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 06:06 | link | commenti |

05/03/2004
 nel Tunnel del...

 nel Tunnel dell'Innocuo

Ho una [sotto]specie di amore stupido che ancora mi guarda, brilla tutta la sua futilità con un sorprendente e protervo attaccamento alla vita e si alimenta solo di profezie improponibili di questi tempi. Nel frattempo per seviziare il tempo pur senza ammazzarlo io conduco schermaglie appassionanti come una fiction qualsiasi, altrove. Non che questo abbia la minima importanza, anzi, ma serve solo ad essere l'esatto contrario della rappresentazione che ingiustamente mi si chiede di abbracciare: quella del lutto e dell'ansia. Eh, lo so... è proprio l'imbocco del temutissimo Tunnel dell'Innocuo, che come è noto attrae per pura distrazione. Diffida - mi diceva gente d'altri tempi indotta dai suoi miti a riporre fede solo nella fatica - delle facili vie e di tutti i budelli lubrificati e accoglienti in cui è facile scivolare, confortevole dormire.

Il fatto è che io non sono in ansia. Per il malessere che mi è stato mostrato provo solo un disgusto amorale [leggilo in tutto lo splendore della sua alfa privativa]. La sua esibizione costante ma graduale, centellinata con l'economia scaltra di uno spogliarello anni 50 mi fa venir voglia di tirare calci e tendere sgambetti nel lodevole intento di far sbocciare un po' di decoro da queste aride terre di commiserazione generale e processi freudiani. La sovraesposizione non tanto all'immagine della piaga ma al ritmo di maniera con cui viene svelata mi ha addormentato la pietà. Non perché la mostra delle stigmate sia pornografica,  per l'esatto contrario, perchè non riesce ad esserlo quando invece, almeno ora, sarebbe proprio il caso. Questo togliersi di dosso piano fetidi veli di decenza prima di arrivare al deludente full monty mi ammoscia, mi sfiata, è un adescamento sleale che mi zittisce le consolazioni e pure le ingiurie. E questo detto da una veneratrice [beh, facciamo simpatizzante, via] dei copricapezzoli vintage è tremendamente serio. Perchè fare moine di qualcosa che ha diritto, vera o simulata che sia, alla sua crudezza oscena?

Basta drammi privati. Basta privato. E' così superfluo tutto questo dolore privato, così onnipresente e sovrabbondante, non ce la faccio a portargli rispetto, a non temere la sua aggressività ghiottona, accecata, pericolosa. Io voglio essere dolce, voglio tanto, voglio avere le parole e praticare l'empatia, voglio fare la cosa giusta e specialmente quella buona, io voglio bene, anche molto bene. Ma non posso fare ciò che voglio, non con il privato, non con il piccolo. Perchè ne ho le palle piene e l'ho già visto. Non posso ricapitolare di continuo: non ho più abbastanza amore del dettaglio per ricordarmi sempre che occorre distinguere e individuare riflessi di specificità macroscopiche in indizi pallidi e madreperlati, che cambiano con la luce e con le intenzioni, comodamente. Ora voglio fissare la mia astronave e il suo profilo inequivocabilmente alieno, mai visto e mio, pieno di un mistero vero e per una volta di unheimlich che non posso avere sognato del tutto, perchè non ho più abbastanza immaginazione per farlo.

Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 21:51 | link | commenti (4) |

02/03/2004
merda ho perso un po...

merda ho perso un post. perso per sempre. non me lo ricordo quasi per nulla ma c'era pure la foto di Linda Blair. E' bruttissimo tutto ciò.

Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 19:56 | link | commenti (6) |

01/03/2004
 nodi protetti ...

 nodi protetti

Non so se ad altri che scrivono sul web capita mai di omettere il link ad un posto che si adora. A me è capitato, perchè esiste un particolare tipo di bellezza che mi viene voglia di nascondere, per cura, per protezione, protezione unilaterale, non necessariamente amorevole, non necessariamente gelosa, e poi fragile e anche assurda visto che dopotutto il tesoro è sulla rete, perfettamente disseppellito e raggiungibile su spiagge per cui ci sono mappe migliori.

Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 22:45 | link | commenti |

 Lady Oscar Co...

 Lady Oscar

Cosa posso dire per descrivere l'orrore innominato e colossale dei Warner Village? Per descrivere con quanto imbarazzo passo avanti al pupazzone di un coniglio di plastica più alto di me, che sembro ancora più piccina con gli occhi abbassati sui piedi per vergogna del severo sguardo di Batman, che eguaglia per statura il roditore ma è tutto serio a braccia conserte per testimoniare che mentre lui è costretto a stare lì - o che lo pagano per farlo - io mi ci sono cacciata di mia volontà e a mie spese? Sono cose che ti tolgono lingua.

Ma il colossal si guarda in un cinema appropriato. Va visto nel suo habitat naturale: il luogo luccicante dei grandi incassi e delle masse che si spostano come eserciti di Romero, per guardare il Filmone. Io sono contenta che il "Signore degli Anelli" abbia preso gli Oscar, benchè siano premi del cazzo e purchè tutte quelle corse su e giù dal palco non mi facciano sciupare il regista, che così cicciotto è molto carino. Mi rifiuto di accodarmi ai feticisti del flop commerciale e inflarmi in un cinema piccolo e chic a guardare "Qualcosa con i Sottotitoli" pur di non contribuire al fantomatico ingrasso delle majors. So cosa si prova a boicottare il blockbuster a oltranza e per principio, ce li ho avuti 16 anni, e penso che sia quanto di più simile abbia mai sperimentato all'eiaculazione precoce. Un divertimento corto corto piuttosto imbarazzante dopo.
Viva Peter Jackson! Si aspetta lo scimmione in un cinemone di quelli grossi col sonoro che spacca! Olè!

Tanto un giorno si stancherà e tornerà alle viscere, anche in tarda età, in un momento amarcord. Lo so. Lo sento.


Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 20:59 | link | commenti |