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|Adopt a Fake|

 

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24/08/2004

Torna a casa Richard
[Near Death Happiness]


Non so perché a volte faccio a meno dei sottotitoli. Mi distraggono, forse li collego inconsciamente al chiacchiericcio dei bisbigliatori logorroici da sala. Mi irritano e basta.

Guardavo così STACY – the attack of schoolgirls zombies.

Non conosco una sola parola di giapponese e ho smarrito da qualche parte le lievi memorie della recensione che deve avermi spinta a procurarmelo. Supponevo si trattasse di un trash, e in un certo senso è così. Le stigmate del low budget con buone idee ci sono tutte: qualche soluzione di regia provvisoria, quel poco di déjà vu non ascrivibile all’intenzione citazionista [pure quella perfettamente b-non-più-b], gli inserti demenziali talora un po’ stranianti, lo splatter abbondante e onorevole anche se dilettantistico, e – primo vero purtroppo - attori la cui incapacità attraversa il baratro linguistico senza intoppi pur di sedermisi sulle ginocchia, discreta come una pornosegretaria assai B.

L’esile versione della trama per come l’ho capita in giapponese mi è stata confermata dalle recenti ricerche su internet. A dispetto del titolo, che prometteva sangue caciarone e balasamico da versare sul mio morale a terra, si tratta di una storia malinconica che sprizza metafore cupe da tutti i pori. Voilà:

Per motivi non meglio identificati le ragazze giapponesi adolescenti si trasformano in zombie. Dopo una rapidissima morte risorgono come cadaveri antropofagi e vagano con le loro delEziose uniformi scolastiche divorando quel che di vivo gli capita a tiro. Unica avvisaglia dell’imminente decesso è la cosiddetta “near death happiness” , una sorta di immotivata euforia che si impadronisce delle STACY – nome in codice per teenager risorgenti – appena poco prima della mutazione. Il commando d’emergenza Romero provvede a quel punto a trovare e abbattere a fucilate le fanciulle putrefatte in un tripudio di amputazioni, ossa, viscere e grandi calibri. Fin qui lo sfondo: un vero spasso. Orbene, un silenzioso artista di mezza età, creatore di marionette [prego ammirare l'unica di cui ho trovato la foto sul web] bellissime e lugubri, cade in una straziante infatuazione humbert humbert per una STACY in uniforme in piena NDH, che desidera essere uccisa da lui al momento opportuno. I due trascorrono insieme il lasso di tempo che separa l’entusiasmo artificiale della ragazzina dalla sua trasformazione in un morto vivente, consumando un amore crepuscolare e del tutto privo di speranza.

Bene, ok, non è proprio Terror Firmer ma nemmeno il soggetto più triste che abbia mai sentito. E’ emotivamente interessante ma non sembra il genere di cosa che possa infettarmi di tristezza davvero, soprattutto perché il film a tratti è schiettamente esilerante. Lo guardo serenamente, godendomi le pubblicità di armi dal design mattel che la televisione consiglia a chiunque abbia una scolaretta in casa. Senonchè L’ Humbert nipponico a un certo punto allestisce per la sua Lolita uno spettacolo di marionette, mette in scena una storia abbastanza triste da sfondare l’euforia posticcia, per levarle dalla faccia il sorriso implacabile che la condanna alla morte e dopo al peggio.

Non ho afferrato completamente, ho solo guardato le marionette agitarsi sul palcoscenico piccolo piccolo e blaterare in giapponese. Un gatto e un ragazzo sono amici, la loro storia è unica e silenziosa e stanno sempre insieme. Un giorno però il gatto torna senza una zampa. Qualunque cosa sia successa, il ragazzo non ha saputo proteggerlo dall’amputazione, è disperato ma impotente. Io invento nei suoi gesti un vago senso di colpa. L’animale fugge e il suo amico lo insegue in un bosco Biancaneve con querce scheletriche viola a cui il burattinaio inginocchiato oltre sipario imprime una rotazione forsennata. Scoppia pure il temporale e lui non trova il suo gatto, si perde nella foresta nera. A un certo punto, sotto fulmini e tuoni, il ragazzo si trova davanti a una grande carcassa. Il cumulo inerte di macerie è un corpo meccanico? Onestamente non lo so, era cartapesta e io non so il giapponese, così l’ho interpretata come astronave caduta: immagino non sia così ma il film vero lo vedrò un’altra volta, con i sottotitoli e tutto. Quel che importa ora è che il ragazzo fissa la cosa aliena ferma e morta nel bosco, capisce qualcosa e urla l’ultima volta il nome del suo gatto. Poi c’è un altro lampo e la piccola figura oscilla e cade svenuta. Dopo il placarsi della tempesta il gatto nero ricompare, sveglia il ragazzo strusciandogli contro il muso e quello apre gli occhi e nota che il suo amico ha una zampa nuova, tutta bianca e grottescamente incollata al corpo nero… a questo punto è evidente il legame fra la carcassa nel bosco e il nuovo arto del gatto. Un genere di legame che gli ha guarito l’amico ma di cui il ragazzo non è e non sarà mai partecipe. Forse è un lieto fine, ma la zampa bianca in un certo senso li separa. È un colpo affilato fra loro. Il gatto torna a fuggire nel bosco, il ragazzo ricomincia a inseguirlo e a chiamarlo e lo spettacolo finisce.

Io sto là e piango “come una nonna”, come direbbe Kurtz. Tiro su col naso dietro la luce bluastra della tv di notte e mando ogni tanto singhiozzi bassi di petto, radissimi. La Stacy invece sparge solo una lacrima artificiale ed estetica, ma tanto ad Humbert tanto sembra bastare. Il resto del film è allegro anche se davvero leggero. Poche ore dopo il mio DVD esalerà l’ultimo respiro, ma io ancora non lo so. Near Death Happiness.



Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 20:29 | link | commenti (23) |


Commenti
#1   24 Agosto 2004 - 21:09
 
sei davvero una delizia.
queste piccole scolarette giapponesi
stuzzicano il mio appetito.
assieme alla mia mistress preferita Domina LOUIZA che riposa in trilogia nel mio archivio)
vorrei divertirmi un po' con loro
prima del crepuscolo.
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#2   24 Agosto 2004 - 21:35
 
Un rispettabilissimo sado antidoto al sorriso chimico delle Stacy, non c'è che dire. Bisognerebbe provare, con tanto di Gloster-spettatore in poltrona, per vedere se piango anche per questo. Domina Louiza - che ho già conosciuto attraverso le tue pagine sviluppando peraltro un'indescrivibile invidia per la sua mise più austera - apprezzerebbe enormemente, e suppongo anche l'Orsa Rossa :)
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#3   24 Agosto 2004 - 21:45
 
..a parte che codesta Domina LOUIZA che voi citate m'intriga a dismisura, notavo una felice concomitanza tra il NDH delle Stacy e quello del tuo DVD, Gloucester..
forse, è stato il presentimento della sua dipartita, che ti ha nascostamente emozionata..
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#4   24 Agosto 2004 - 23:43
 
felice felicità da prossima dipartita. gloucester, ovvero quando richard torna col suo sacco di ossa rotte sonanti come sonagli e nel clangore di catena di fantasma vittoriano ti travolge col suo fiato di ritorni... la zia rrose stanotte è vigile, e segue tracce, ferma sulla riva, e cerca il badolo di una matassa davvero intricata. bentornat* - sentirti scrivere è come essere a casa, quasi - rr
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#5   25 Agosto 2004 - 00:42
 
certe cose sono come ruote dentate che non si addentano. siamo lì sappiamo come loro sanno che devono girare, ma l'ingranaggio non ingrana e il calcolo non torna. certe cose, certi accadimenti, hanno la lentezza polverosa dei sogni, del rallenty sgranato, dei campi riarsi d'agosto... non era il tempo o forse il vento era sbagliato o la stagione o il brusio delle stelle. era questione di attimo. era alchimia preziosa e mai colta. era come deve andare. un grande e lungo bacio come un chiodo.
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#6   25 Agosto 2004 - 02:12
 
ho scritto da rose.
anche per te.
*O
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#7   25 Agosto 2004 - 10:26
 
Questo è indubbiamente il blog + bello che ci sia. Non faccio che ripeterlo a zia rRose. Ciao Richard!
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#8   25 Agosto 2004 - 14:40
 
AeDeS, hai indubbiamente ragione, anche io avevo notato questo tetro e triste coincidere dei lutti, e ne sono rimasta turbata non poco. [anche perchè senza lettore sono una persona assai peggiore, e tra poco si noterà perfino nel blog, temo]

La Domina Louiza che comprensibilmente ti intriga ha un sito web .. purtroppo ora non trovo l'url ma nel mese di luglio Orsarossa ha postato tre sue gigantografie di omaggio, sono certa che potrai trovarlo lì. Sembra una sublimazione della dea disciplinante della Sellers, impressionante per calma e per una specie di gelido pudore. Come molte Mistress professioniste non ha un'aura di cattiveria recitata, ma di neutralità algida. brrr.
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#9   25 Agosto 2004 - 14:44
 
rRoselavy, la mia unica zia, l'unica fredda e crudele di sicuro. ti ho mai detto che in certe tue cose il tempo è presente in modo strano? Mi pare di no. Te lo dirò prestissimo.
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#10   25 Agosto 2004 - 14:51
 
Cupopensiero... che dire? Non posso che ringraziarti. Non pensavo che sarebbe successo perchè ho aperto questo spazio in modo abbastanza autistico, anche se segretamente aperto e rivolto all'esterno [immagino che in caso contrario mi sarei comprata una smemoranda o qualcosa del genere] ma sapere che qualcuno sta bene qui mi fa davvero piacere.
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#11   25 Agosto 2004 - 14:52
 
Ciao Richard. Ogni tanto ti si rivede. Ciao, bella e pallida!
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#12   25 Agosto 2004 - 14:57
 
Tendo a ritornare Easy, è un viziaccio! baci lugubri a te... una sera di queste vengo a fare la fan mentre sei all'opera...
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#13   25 Agosto 2004 - 16:37
 
claude/lucy dicet"___non voglio ricucire__pugnalare___sforacchiare___se non nel modo piu' estremo_______il resto del corpo---quello che segue--
che perdita di tempo!!!!____________voglio viaggiare solamente sulla prua di me stess*______"

ahhh! che vita avventurosa la sua
..che atmo/sfere..che revolution..
Bacio *O
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#14   25 Agosto 2004 - 17:58
 
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#15   25 Agosto 2004 - 18:01
 
il tempo è presente in modo strano, dice Glouc//hard - quello che segue che perdita di tempo, dice orsarossa/claude/lucy

strani attrattori per grammatiche per enigmisti

(e non conosco neppure La Domina Louiza , bofonchiò la ria rose alla stanza vuota)
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#16   25 Agosto 2004 - 22:30
 
che film! ah, che film!
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#17   26 Agosto 2004 - 00:54
 
Gloster, sono andato ad incontrare Domina Louiza poco dopo il mio commento.. è l'Angelo Azzurro..
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#18   26 Agosto 2004 - 01:16
 
quello che mi dispiacerebbe perdere sono i commenti, non i post. non quello scritto da me, o meglio quello che ho scritto io ma nei commenti. è lì che vive zia rrose, se mi capisci, quella vecchia sgualdrina.

ma poi mi accorgo che salverei tutti i commenti del mondo. e le chiose. le glosse. gli scolii. e forse è troppo.

iconoclasticamente tu*, rr
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#19   26 Agosto 2004 - 01:43
 
Sapevo che STACY poteva contare sul tuo appoggio, LaTavia... mi sa che di cinema si potrebbe parlare per ore, con grave disgusto di eventuali buongustai in sala....
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#20   26 Agosto 2004 - 01:43
 
AeDeS, in effetti ha un'allure un po' Dietrich [solo che questa mena, non scordiamocelo :) ]
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#21   26 Agosto 2004 - 01:52
 
Zia rRose abitatrice dei commenti, ti capisco, ed è troppo, ma credo, anche se mi sfugge la via alla realizzazione pratica della cosa. Visto che i commenti hanno nel tortuoso e nel dispersivo buona parte della loro natura il salvataggio dovrebbe avvenire in un modo che sfugga al rischio di sitematizzazione e di ordine, niente cataloghi archivi. Se questo modo c'è attualmente non lo contemplo. Ma nel tuo modo di pensare ai commenti, anzi di viverci dentro "informe-e-però-precisa", c'è una funzione insospettata di questo spazio, che non è quella prevista, ma non è neppure un surrogato di altro. E' nuova. Rifletti sul mezzo assai più di me, ricordami di chiederti semplicemente lumi in futuro. E poi il progetto verrà.
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#22   28 Agosto 2004 - 01:10
 
Beh, pensavo di essere il solo che poteva commuoversi davanti a Stacy. Mi sbagliavo. Sono Filippo, quello che ha scritto la recensione che hai linkato (grazie).
Au-revoir
utente anonimo

#23   28 Agosto 2004 - 07:36
 
Invece io sospettavo fortemente che ce ne fossero altri, non tanti in effetti, ma siamo già a due. Ho apprezzato la tua recensione, link dovuto. Un saluto, G.
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