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|Adopt a Fake|

 

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26/08/2004

Rotaie

 

L’effetto che mi fanno i treni è cambiato. Mi sembrano minacciosi e c'è un motivo. Le loro grida mi hanno seguita per tutta la notte, insieme ai tentativi di approccio dell’umanità varia e bianchiccia che infesta i vagoni dopo il tramonto. Nessuno si sente al sicuro e tutti vogliono parlare, con chiunque, purchè sembri vivo e abbia con sè un bagaglio voluminoso a provare il proprio diritto di onesto viaggiatore contro ogni sospetto di Martin-Wampyr con piccola borsa e grandi lamette.

Vorrei lavarmi, vorrei una sigaretta, ora non si fuma più in treno. Mi chiedo cos’è che comincia a mancarmi oltre la nicotina, a scavare fossi inguaribili da ogni sazietà che già conosco. Fondamentalmente non c’è nessun ritorno, sto solo lasciando A. e una città carina ma aliena, che non mi riguarda. Non ho motivi per tornare a casa e presagisco sapientemente i ristoranti e la noia che verranno. E’ l’ultima settimana di Agosto e casa è il nulla, è un futuro effettivo, vuoto, una potenzialità misteriosa, un fantasma. Non ho nulla lì ma è proprio dove devo stare. E’ il mio posto.
Dovrebbe ferirmi capire che la mia presenza in uno spazio annientato e di nuovo crudo risulta infinitamente più appropriata che in qualsiasi altro. Dovrebbe dispiacermi, ma fra me e una salutare forma di rimpianto c’è ancora l’incapacità di perdonare e così sono neutrale. E’ come una disfunzione, o un’anomalia congenita. Come se mi mancasse una ghiandola, una valvola, un apparato della clemenza, semplicemente quella cosa, l’organo piccolo che secerne il perdono io non ce l’ho. Ed è come dicono immagino: dall’indulgenza discende la capacità di vivere seguendo i propri desideri. Ora i miei non so conoscerli a fondo, non immagino neppure cosa potrei volere adesso se avessi perdonato davvero anche solo una volta. Oltre la furiosa damnatio memoriae di tutto quello che ho respinto non c’è nessuna cicatrizzazione, ho tenuto vivo ogni graffio secondo la mia natura. Per intransigenza, nemmeno per rabbia, nemmeno per dolore. Avverto un certo lezzo di spreco, vago, untuoso, dal finestrino chiuso. Dopo l'ultimo cambio atterro in una stazione locale, di gusto fascista. Di notte è bella, e visto che sono inquieta posso cogliere le potenzialità horror di ogni ombra e di ogni vecchio lampione.


Sentenziò Gloucester prima di andarsene | 01:34 | link | commenti (18) |


Commenti
#1   26 Agosto 2004 - 02:14
 
bruta, chiamami che a lavare casa ora mi sento troppo idiota [magari in due no]
utente anonimo

#2   26 Agosto 2004 - 02:17
 
bruta a me??
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#3   26 Agosto 2004 - 02:21
 
adoro i termini umidicci.

sei subdola come un'assoluzione.

che tu sia in buona fede o no (e sai quanto la vecchia zia ami le gore e i burroni), quello che mi dici è un grande attributo grandgugnolesco e palpitante di merito. se è come tu brami di ghermire (per dirlo sugoso e crogiolante) non è per me, ma è merito vostro.

rroselavy è il trramite. il medium (e quindi il messaggio). il resto è un pretesto

vorrei farmi attrattore, vertigine, farsi pesante del senso che precipita. vorrei essere la connessione che fa brillare i votri stimoli. vorrei essere liquido. ovunque. gigante. malato. mutante. effimero. traditore/tradito. infedele. incostante. plasmabile. putrido e multiplo.

ah, dimenticavo. già lo sono
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#4   26 Agosto 2004 - 02:27
 
e lo spreco e la chiave, secondo me.

economie dell'incondizionato.

a che serve il perdono?
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#5   26 Agosto 2004 - 03:28
 
il perdono e' un'alibi.
il corpo mai perdona .

-infine sara'
dissolvenza.
erosione della parola.
affabulato silenzio.
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#6   26 Agosto 2004 - 12:35
 
Il mio treno era osservare ogni trave, ogni mattone, ogni linea di colmo, ogni finestra, ogni colore, ogni sottile rapporto base/altezza, terra/cielo, superficie/volume, materiale/forma, involucro/struttura, pieno/vuoto, dimensione/sforzo/tensione.. identificare e valutare ogni trasformazione diacronica e sincronica..e tutto questo fino a non poterne più..
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#7   26 Agosto 2004 - 13:08
 
nella scelta dell'immagine (tutte bellissime)di theda ero indecisa tra questa e quella.
poi ho messo quella e tu
mi hai portato questa.
che bel piacere questo-
come mi sfrigola la pelle...
nel meriggio ke
il/languida.
*O
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#8   26 Agosto 2004 - 13:35
 
il corpo mai perdona. (orsarossaa)

non c’è nessuna cicatrizzazione (gloucester)

uhmmm
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#9   26 Agosto 2004 - 13:40
 
Quel che mi piace di entrambe le immagini [di quasi tutte le foto di Theda] è l'ampio rispetto del luogo comune di origine dell'ispirazione. E' sempre l'Idolo Orientale, la Vampira Misteriosa, la Semiramide, la Salomè, la Cleopatra ideale, e anche la Vergine Maria perfetta. Non c'è nulla di ironico in quella foto in cui la Vamp fa la Vergine, lei sembra serissima, e rispetta l'icona quanto le altre, infatti non ha il celebre "torbido sguardo" o il mento in giù. Questo mi piace tanto, e si vede che è un'attrice, non solo un personaggio.

[secondo me la donna più bella mai vissuta.]
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#10   26 Agosto 2004 - 13:45
 
La zia rRose sta meditando: paura.
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#11   27 Agosto 2004 - 00:23
 
la zia ha dubbi. e si stupisce per un astio mai creduto possibile, se è possibile. ma troverà un uscio e vi si infilerà
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#12   27 Agosto 2004 - 00:55
 
mi stupisco di poco per quanto riguarda gli asti... sono sempre surrealmente possibili. Meditavo parecchio invece, e mi chiedevo a che punto della meditazione fossi tu, che eri passat* ummeggiando [e strepitosamente frusciando, ma questo si intende]. Sono a quattro passi dall'etilismo - mi avvicino ogni volta che provo ad aggiornare questa template bastarda - ma il mio uscio non è distante, se ti va di infilarti qui e bere qualcosa di pessimo con la principessa del turpiloquio... un bacio come si deve!

peraltro hai avuto un ruolo nel determinare le mie masochistiche macchinazioni con la tamplate, qualcosa che riguarda i commenti... sono bazzecole, ma forse contano: se passo la notte all'alba vedrai.
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#13   27 Agosto 2004 - 02:32
 
ancora non dormo.domani saro' nella decadente venezia.ti lascio gingilli alla porta-sogni mai sognati.
incubi presenti./del nostro con/tatto felice /.morbido sara' il mio ritorno.che tu abbia quiete.
*Orsa
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#14   27 Agosto 2004 - 03:45
 


Bela!
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#15   27 Agosto 2004 - 16:27
 
..seducente, questo vestitino nuovo del blog..
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#16   28 Agosto 2004 - 00:57
 
" - ma il mio uscio non è distante, se ti va di infilarti qui e bere qualcosa di pessimo con la principessa del turpiloquio... "

prendo il treno subito (per restare in topic)
l'uscio non è distante ma la zia è ancora lontana... berremo insieme il peggior vino facendole uscire tutte, quelle parole rutilanti.... alla salute (sono confinato in un posto dove non posso nemmeno fumare una sigaretta)

"peraltro hai avuto un ruolo nel determinare le mie masochistiche macchinazioni con la tamplate, qualcosa che riguarda i commenti... sono bazzecole, ma forse contano: se passo la notte all'alba vedrai"

e questo è il risultato, nevvero?
i vestiti nuovi (profumati di cadavere) li adoro, specie i tuoi richard...

ma c'è sempre il punto di inizio...

(cmq anche io ho lavorato in conseguenza delle meditazioni congiunte: hai visto che post ha seguito il post-patchwork?)

ti auguro notti atroci sotto stelle lancinati, da parte di zia-fantocci incapaci di dire altro che inservigili cose tra fili di bava
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#17   28 Agosto 2004 - 01:48
 
Kakihara, stai forse insinuando che sono un'ipocondriaca? [ Approposito, ho postato una roba al photoshop liberamente plagiata dalla tua: mi vedi pallida? ]

Zia dei miei sogni [letterale: nel tardo pomeriggio ho aperto gli occhi con un immeritatissimo mal di testa dal alcolista e la vaga sensazione di aver sognato roba che ti riguardava latamente] io sto qua, e ti aspetto in stazione. Oltrepasso a malincuore la ragnatela bavosa e scappo su venus, fingendo di non invidiare l'Orsa che è a Venezia [mi manca un casino l'odore di quel posto], per gustarmi i sequel con un certo contegno.

Lieta che la nuova faccia piaccia, fetide effusioni sparse.
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#18   29 Agosto 2004 - 11:04
 
ho sognato stanotte di scavare tra vecchi libri che si sbriciolavano al tatto,

in una città che non era roma,

e di averne anche rubati.

un bacio di lame
venere in farse utente anonimo

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