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Siamesi Polposi: Basket Case [F.Henenlotter, 1982]
Dedicato a Herschell Gordon Lewis e girato al limite del dilettantismo ma con un certo stile e da Frank Henenlotter [giuro che cercherò un link decente] all’alba degli anni ottanta. Separati contro la loro volontà, Duane e Belial Bradley sono due fratelli molto legati. Dwain è grazioso ed educato, genere fidanzato timido, ha sempre con se una cesta di vimini. Belial è una cosa gommosa grande quanto un terrier liquefatto ma con le manone, originariamente attaccata al tronco del fratello e attualmente alloggiata nella cesta. Le sue inclinazioni sono comprensibilmente rancorose e violente, da cui il prevedibile sviluppo di omicidi seriali. Belial ha le sue ragioni perché è stato gettato nella spazzatura dopo l’operazione, come un aborto tardivo. Si era dato per scontato che fosse il fratello a non avere alcun bisogno di lui, ma solo il sangue sa cosa può fare di ciascuno un individuo integro ed equilibrato. La natura dei legami viscerali sfugge agli osservatori, popolarmente: la gente non capisce mai quando non è il caso di immischiarsi. Relazioni apparentemente deleterie, irrazionali e morbose hanno il diritto di proseguire se chiamate a gran voce. Mai separarsi dalla propria parte ributtante quando non si aspira a finali grand guignol. I fratelli sopravvivono a almeno due sequel. Il secondo non l’ho mai visto – la vhs l’ho prestata a un amico, circa 4 anni fa. Il terzo è demenziale, Belial però in questo episodio è molto più maturo: se nel primo film disseziona la tipa del fratello colpevole di essersi introdotta nella loro intimità, qui si fa una famiglia con una ragazza come lui [!!!] dandole pure un numero imprecisato di figli [identici ai genitori, non so se è effettivamente possibile ma ammetto che sembra altamente improbabile].
Siamesi Romantici: Lower Bert [Feldstain/Davis, Tales from the Crypt #33]
Myrna ai suoi tempi è stata mummificata viva da un faraone respinto. Enoch è l’abominevole Two-headed Man conservato in formaldeide. Insieme sono le star in un side show anni 50 diretto da un sedicente egittologo e da un imbonitore senza scrupoli. Sistemati ai due punti diametralmente opposti dell’arena non fanno che fissare l’uno le orbite morte dell’altra e Amore, si sa, passa dagli occhi. Resuscitati in una notte buia e silenziosa i due riescono a dar seguito alla propria passione con l’inconsapevole complicità di un giudice di pace cieco, a malapena insospettito dal tanfo degli sposi. Enoch è presentato come un unico individuo, anche sua madre si riferisce a lui al singolare. Myrna sembra essersi innamorata di un unico cadavere, eppure le facce sono identiche, gli occhi sono 4 ma sembrano tutti espressivi al medesimo grado [considerando che si tratta di uno zombi non molto elevato]. A volte va così, due cervelli e nemmeno un conflitto. Però c’è un canovaccio romantico che associa nel massimo candore il sesso più proibito che ci sia, quello necrofilo, e l’accoppiamento legale del matrimonio: all’apice della masturbazione potrei asserire che la vera storia di siamesi mostruosi sia proprio questa.
Una nota curiosa: il frutto degli amplessi decomposti di Myrna ed Enoch sarà nientepocodimenoche The Vault Keeper, figlio deviante ma pur sempre legittimo [ cfr: l’immacolata concezione del nostro Zio Tibia, venuto su dal rogo del dungeon in cui uno pseudo mad doctor collezionista di mostri tratteneva le sue creature].
Vorace : L’Orribile Gemello [R.Bloch, 1939]
Incantevole raccontino dal padre di Norman Bates, secondo me abbondantemente ispirato da Freaks [naturalmente non dalle graziosissime sorelle Hilton]. Una “meraviglia senza braccia” scrive con i piedi la strana storia del signor Vomar, come lui ospite della pensione per freaks in cui alcuni artisti mutanti dei side show stagionali trascorrono l’inverno. Vomar è un bel giovane sfigurato da un ventre incredibilmente prominente, sotto gli abiti nasconde infatti un minuscolo gemello [poco più piccolo di Belial credo] simile a un neonato deforme. Costretto ad esibirsi dalla tragedia economica del ‘29 ma fondamentalmente introverso, Vomar non partecipa alle allegre scorpacciate fra colleghi e resta chiuso nella sua camera, rifiutandosi di diventare uno di loro e guadagnandosi l’antipatia e il sospetto di tutti. Ad onta della fama di misantropo, quando il narratore gli propone uno scambio di libri e viene invitato a visitare la sua stanza, Vomar si rivela colto, bibliofilo e appassionato di teratologia. In breve seguono anche rivelazioni meno piacevoli: l’uomo sul ventre è perfettamente senziente, parla, usa aspirare l’energia e le conoscenze del fratello più grande e, last but not least, non è contento della convivenza e intende separarsi. Cosciente dell’impraticabilità della via medica alla scissione il perfido piccoletto ha predisposto un inquietante piano b e curato per interposta persona la sezione esoterica della biblioteca di Vomar. Lo troveranno a missione compiuta, cresciuto e pasciuto, tutto intento in soliloqui sul cadavere rinsecchito del fratello. Tanti dettagli ne fanno più il resoconto di una solitudine depressiva che non di un legame morboso. La trama pura è praticamente l’opposto della storia dei Bradley, pur facendo ricorso al medesimo stereotipo : l’entità fisicamente più debole ricorre al centro misterioso del vincolo biologico per far valere la maggiore personalità. Qui non c’è intromissione, per vigliaccheria del narratore che pur intuendo l’abuso si è lasciato sopraffare dall’angoscia, ma soprattutto perché l’intervento della specie umana è già stato valutato e giudicato impossibile. In questo caso la natura dei legami viscerali è sfuggita a tutti, gemelli compresi, visto che il superstite non sembra granchè autosufficiente. Naturalmente ci si chiede se l’operazione sia stata scartata solo per non sacrificare il cattivo. Molto bella anche come storia di vampiri non glam, anti - pizzi e seduzioni.
*il primo post per cui mi sono fatta seriamente il culo a trovare in rete le immagini di Myrna e Enoch. Una fatica porca, ma il mio Duane apprezzerà.
