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cinque cose che ho capito nel fine settimana 
#1 Parlare delle ferite, delle piaghe fori orfizi spiragli, è cosa assai ardua, ai margini dell’impossibilità. Più che un argomento di dibattito sono un magnifico pretesto. Per dire tutt’altro. [e stare in allegria comunque, percarità]. Per quanto mi impegni a seguire una via pulita e intenzionale, qualunque conversazione io intraprenda sull’argomento finisce cannibalizzata dalle associazioni di idee e dalle ramificazioni limitrofe. Non può non esserci un perché.
#2 Tokyo Fist è uno dei miei film preferiti, infondo. Ma è una preferenza timida, insospettabile, spesso rinnegata in favore di candidature più fluenti, veloci e godibili. La mia relazione con Tokyo Fist somiglia a quella che si potrebbe avere con un esemplare della mia stessa specie. Fredda attesa dei rari e folgoranti momenti marcanti lento decorso delle loro conseguenze, che poi saranno altre rarità e folgori e...
#3 Io e l’A. in fatto di donne non abbiamo gli stessi gusti. Esattamente come in fatto di uomini. Il tempo che sgocciola e incanutisce e piega non ha cambiato questo. Mi chiedo fino a che punto questa specie di legge – ormai inconfutabilmente dimostrata – abbia influito nella costruzione del nostro legame aminotico.
#4 Se la divina Rrose dovesse trovare sessualmente insignificante Kakihara [non l’ottimo – e pur appetibilissimo - blogger, bensì il fascionoso platinato sfregiato alla vostra destra] parte del nostro misterico allineamento subirebbe uno slittamento fatale, finendo con l’ostacolarmi, temo, nella già impervia scalata all’asse ereditario dell’amabilissima Zia. Dio non voglia.
#5 L’Alieno e il Pipistrello non era affatto stato rubato/smarrito in quel di umbria jazz: un premuroso trolley lo aveva semplicemente conservato perché potessi fare delle sue prime pagine, al momento del bisogno, un suggerimento contortamente illuminante sul mio rapporto [poco sereno] con la folla di estranei che mi cammina lontano, vicina solo agli occhi. [di questo sento il bisogno di scrivere e lo farò, non appena il pesante rincoglionimento in cui verso attualmente mi concederà una tregua.]
